I bambini antiruggine del mondo. La grandezza si misura con la fragilità

Grande partecipazione all’atteso momento della benedizione dei bambini al Giugno Antoniano reatino. In un’atmosfera di festa l’evento, animato dai canti guidati dalle suore di Santa Filippa Mareri ha visto ritrovarsi in piazza Mazzini tanti piccoli accompagnati da genitori e nonni per l’incontro con il vescovo Vito. Momento che ha compreso l’ascolto della Parola, in particolare il brano del Vangelo secondo Matteo, in cui Gesù risponde ai discepoli: «Se non vi convertirete e non diventerete come questi bambini, non entrerete nel regno dei cieli».

Don Vito ha strutturato la sua riflessione come un dialogo diretto ai bambini, chiedendo loro: «Secondo voi, chi è il più grande nel mondo?». L’obiettivo del Vangelo è ribaltare le logiche mondane. Gesù, ha spiegato, ha preso un bambino tra le sue braccia per dimostrare che la vera grandezza non sta nel potere o nello status, ma nell’accoglienza verso ciò che è piccolo.

«Nel linguaggio di Gesù, i “piccoli” sono i bambini, ma anche i più poveri, coloro che non hanno protezione», ha sottolineato. «Le misure di Dio non sono le nostre. Noi vogliamo essere primi; Gesù dice che il più grande è il più piccolo».

E in questo senso, la benedizione ricevuta non va vissuta in chiave egoistica. «Pensiamo anche a tutti i bimbi del mondo, soprattutto a coloro che vivono nei paesi di guerra», ha detto ai presenti. In quei luoghi, spesso non si avverte la benedizione del Signore non perché Dio li abbandoni, ma «perché noi grandi stiamo facendo tutt’altro da ciò che Dio vuole».

Prima della preghiera comune, è stato dedicato un lungo applauso alle figure fondamentali nella vita dei bambini: genitori e nonni. «Se non ci fosse il sì dei vostri genitori, non ci sareste nemmeno voi», ha sottolineato mons. Piccinonna, definendo i nonni come «genitori al quadrato». Con un pensiero esteso anche verso chi non ha potuto essere presente in piazza o è già in paradiso.

Un “sì” alla vita prezioso quello dei genitori, perché i bambini – ha detto il vescovo usando una metafora – sono «l’antiruggine del mondo». Qualcosa che impedisce alla società di invecchiare e di diventare grigia, mantenendola viva e capace di speranza. Un invito a riconoscere il valore prezioso di ogni piccola vita: «Se non ci foste voi, il mondo sarebbe più triste».

L’evento si è concluso pregando insieme il Padre Nostro, tenendosi per mano. Un gesto fisico di unità, senza esclusioni, che ha sigillato il senso del messaggio: accogliere il prossimo, specialmente il più fragile, significa accogliere il Cristo stesso. Ricordando che la grandezza autentica si misura sulla capacità di servire e proteggere i più piccoli.