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Amore, non rigore

«Abbiamo bisogno di pastori buoni, non di mercenari, che accolgano in maniera inclusiva anche le pecore di altri ovili. Perchè non ci si può sentire sotto lo sguardo di Dio ed essere estranei al dramma dei poveri, degli immigrati, dei senza fissa dimora. Il nome di Dio è amore e non rigore», ha sottolineato monsignor Pompili nella riflessione di ieri

Il lupo e l’agnello

«Se manca il buon pastore non resta che un branco. Per questo la Chiesa ha bisogno di pastori e di pastori buoni per evitare che la gente si trasformi in un branco e far crescere agnelli…in questo mondo di lupi», ha detto il vescovo Domenico nella sua riflessione serale, meditando sulla giornata di oggi, la domenica del Buon Pastore

Sciogliere la durezza del cuore

Il vescovo dopo il rosario: «A differenza del linguaggio corrente dove cuore sta per emozioni e sentimenti, nel linguaggio biblico il cuore ha un significato più esteso: ha a che fare con tutta la persona nell’unità della sua coscienza, della sua intelligenza, della sua libertà, nonché la sede della memoria»

Il sale dell’esistenza

L’impossibilità di stare vicino alle persone che sono state colpite dal virus ha aggiunto sofferenza a sofferenza, ma ha anche dimostrato che si vive del contatto con gli altri. «Le relazioni autentiche sono una forma potente di protezione di fronte alle minacce, e una possibilità di esprimere il meglio di sé», ha detto il vescovo ieri sera