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Eletto il Consiglio presbiterale. Il vescovo annuncia gli avvicendamenti nelle parrocchie

Si è svolto nella mattinata di oggi a Santa Giusta di Amatrice l’incontro mensile del vescovo Domenico con i sacerdoti, i diaconi e i religiosi della Chiesa di Rieti. L’appuntamento è stato aperto da una intensa riflessione di mons. Giuseppe Molinari su “Come il terremoto cambia la vita”, nella quale il presule ha sviluppato l’esperienza … Continue reading Eletto il Consiglio presbiterale. Il vescovo annuncia gli avvicendamenti nelle parrocchie »

Il Papa a sorpresa ad Amatrice: «Vicinanza e preghiera»

Nella mattina del 4 ottobre il pontefice ha visitato i luoghi colpiti dal sisma del 24 agosto: «Dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi!»   Aveva ribadito la sua volontà di recarsi sui luoghi del sisma del 24 agosto durante il volo di ritorno da Baku a Roma e alla fine ha messo … Continue reading Il Papa a sorpresa ad Amatrice: «Vicinanza e preghiera» »

Nuovi incarichi per gli uffici di curia. Il vescovo: «Per ogni sacerdote sia pieno coinvolgimento»

Mons. Pompili dà sostanza al percorso indicato durante l’Incontro pastorale e annuncia i primi movimenti. L’orizzonte rimane quello aperto dal terremoto: lo choc subìto «può essere anche un tempo propizio», perché si possa «a partire da esso, non nonostante esso, cercare di capire come vivere le cose». Il prossimo ritrovo del clero avverrà il 20 ottobre … Continue reading Nuovi incarichi per gli uffici di curia. Il vescovo: «Per ogni sacerdote sia pieno coinvolgimento» »

Mons. Pompili: «La coesione della comunità è la premessa della ricostruzione edilizia»

Il vescovo Domenico ha portato il suo saluto al convegno promosso dalla Uil sul tema della ricostruzione di Amantrice e Accumoli nell’ottica della sicurezza e della legalità che si è svolto nel pomeriggio del 30 settembre «Nel parlare della ricostruzione il pensiero corre immediatamente alle macerie, ai progetti edilizi, alle attività frenetiche che speriamo tutti comincino presto. … Continue reading Mons. Pompili: «La coesione della comunità è la premessa della ricostruzione edilizia» »

Don Domenico alla festa del patrono della Polizia: «la fiducia nel bene è dire che ciascuno è responsabile e fa la differenza»

Con una messa a San Michele Arcangelo, il vescovo Domenico ha celebrato la festa del patrono della Polizia di Stato

Ha parlato dell’«angelo necessario» il vescovo Domenico ai tanti agenti in divisa convenuti nella chiesa di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, nella mattina del 29 settembre, giorno dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Una messa concelebrata dal cappellano provinciale della Polizia di Stato, don Fabrizio Borrello, e dal parroco di San Michele, mons. Benedetto Falcetti, alla presenza di numerose autorità civili e militari.

Il riferimento del vescovo è stato alle parole di Gesù, che dice in modo esplicito: «vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il figlio dell’uomo».

«È un’immagine che spiega cos’è la nostra fede cristiana, nella quale Dio non va concepito in uno spazio, ma va avvertito come una presenza: invisibile ma reale»ha spiegato mons. Pompili, paragonando gli angeli a «quei bagliori, quei momenti di trasalimento in cui ci sentiamo sostenuti da una mano invisibile».

Una sensazione che tutti possono sperimentare, ma che per coloro che indossano la divisa della Polizia assume un sapore speciale: «se c’è questa connessione tra il cielo e la terra – ha detto don Domenico – occorre conservare la fiducia nel valore dell’ordine, del bene e del benessere di tutti, nonostante gli insuccessi e i fallimenti che puntualmente si riscontrano».

«Non bisogna lasciarsi sedurre dalla forza del male – ha aggiunto il vescovo – anche se oggi assume forme apparentemente innocue come il relativismo (bene e male sono un’opinione di ciascuno), il pessimismo (l’idea che le cose siano inevitabili) e il vittimismo, perché conservare la fiducia nel bene, nell’ordine, nella giustizia, significa persuadersi che ciascuno ha la sua responsabilità e fa la differenza».

«Dietro ogni azione di bene, di giustizia, di ordine ripristinato, si cela qualcosa di più definitivo, di più eterno, di più profondo – ha concluso mons. Pompili – la festa di oggi ci invita a renderci conto che non siamo mai soli, che abbiamo sempre la compagnia di Dio e che questa compagnia talvolta ci si fa manifesta, proprio attraverso gli angeli: questi esseri invisibili eppure così necessari».

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Mons. Pompili in visita allo stabilimento Baxalta-Shire: «oggi il lavoro rischia di essere un privilegio»

Breve momento di preghiera con i lavoratori Baxalta nel piazzale del sito produttivo per il vescovo Domenico in occasione della Settimana europea delle biotecnologie. «Il lavoro era considerato una cosa per gli schiavi perché agli intellettuali e alle persone libere era invece lasciato l’ozio, il tempo della contemplazione». A ricordarlo è stato il vescovo Domenico durante … Continue reading Mons. Pompili in visita allo stabilimento Baxalta-Shire: «oggi il lavoro rischia di essere un privilegio» »

A trenta giorni dal sisma, mons. Pompili: «ascoltare senza fretta il dolore che permane e logora tutti»

«In questo interminabile mese che ci lasciamo alle spalle mi sono chiesto spesso che cosa ci direbbero quelli che non sono più tra noi. Non ho trovato una risposta puntuale, se non immaginaria. Ho percepito però un grido che sale dalle tante, troppe, vittime di questo evento catastrofico: non siate superficiali!». È l’esortazione del vescovo … Continue reading A trenta giorni dal sisma, mons. Pompili: «ascoltare senza fretta il dolore che permane e logora tutti» »

Il vescovo Domenico da Assisi: «il tempo congelato dal terremoto “deve ripartire”»

“Chi è sopravvissuto sente ancora nelle ossa, nei muscoli, nelle orecchie l’eco di quella scossa interminabile. Tutto questo non si può cancellare. Ma non può e non deve essere l’ultima parola. Il tempo congelato dalle lancette, in quell’istante che si è mangiato le case e le vite, deve ripartire, diventare un tempo forte propizio alla rinascita. Ma non si rinasce da soli”

Lo ha detto monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, portando all’incontro delle religioni per la pace di Assisi la testimonianza delle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia. “Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto – ha detto il vescovo – dopo la tragica notte in cui le lancette si sono fermate, sono completamente sfigurate. Prima le grida, poi il silenzio. Le case da culle a tombe. I luoghi di convivialità e ristoro implosi e franati, antiche chiese distrutte, preziosi affreschi in polvere. Le case degli uomini e le case del Signore, quasi niente è stato risparmiato”. “Il tempo della solidarietà – ha detto mons. Pompili – non è il tempo della notizia. Il tempo della ricostruzione è lungo, e tanti forse non vedranno rinascere Amatrice e Accumoli. Ma riusciranno ad attraversare questa desolazione, per il bene di chi verrà, se rimarranno fedeli alla loro terra, se non saranno lasciati soli; e se continueranno, come hanno fatto da subito, ad accompagnarsi e sostenersi a vicenda”.

Aiuti materiali e attenzione pastorale: gli impegni della Chiesa dopo il terremoto

Tanti i fronti aperti per la Chiesa di Rieti dopo il terremoto. Dagli aiuti materiali a persone e economia locale tramite Caritas, ai temi della pastorale

Recuperare tutti i contatti e le informazioni possibili, capire in che modo si incrociano domanda e offerta, creare un coordinamento sul territorio per facilitare la ricostruzione evitando di sovrapporre gli interventi. Sono le linee guida scaturite dall’incontro del vescovo Domenico Pompili con il gruppo operativo per il terremoto della Caritas diocesana e italiana.

Dal vertice, svolto nella mattina del 16 settembre, nella sala riunioni della curia di Rieti, è emersa la necessità della Chiesa di sviluppare progetti specifici di sostegno alle persone e all’economia delle aree terremotate, anche chiedendo un tavolo di lavoro comune con le altre forze istituzionali. L’idea è che per fare bene ciascuno deve fare la propria parte, integrando i percorsi in modo da non lasciare indietro nessuno.

«Il territorio ci coinvolge» è il tema di fondo sviluppato dagli incaricati, che hanno illustrato in che modo, su tutto il territorio interessato, si continuano a soddisfare i bisogni, cercando di decifrare le necessità, stabilendo percorsi di collaborazione e contribuendo ad armonizzare i desideri degli sfollati con le indicazioni di gestione e sicurezza.

In questa logica, sono spesso efficaci piccoli progetti puntuali, come quelli che iniziano ad essere portati avanti grazie alle donazioni di materiali e denaro ricevute fin’ora dalla Caritas diocesana.

Ad oggi sono disponibili quasi 380mila euro, 180mila dei quali provengono dalle donazioni dirette dei fedeli. Un canale ancora aperto al quale si andranno a sommare i proventi della raccolta straordinaria programmata nelle parrocchie per domenica 18 settembre dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Il vescovo di Rieti, quotidianamente presente sui territori terremotati, sta inoltre definendo un piano con il quale rispondere alle esigenze pastorali della zona, coordinando le forze diocesane e le tante offerte di aiuto che giungono da sacerdoti e religiosi di tutto il Paese. Un “accompagnare” la ricostruzione che riprende alcune delle indicazioni esposte la scorsa domenica durante la chiusura dell’Incontro pastorale.

Dall’incontro pastorale un progetto comune tra laici e pastori

Diocesi articolata in cinque zone pastorali (Rieti città, Montepiano, Salto Cicolano, Valle del Turano, Altopiano Amatriciano e Leonessano) e Curia in tre settori (Liturgia, Catechesi e Carità). Mobilità degli incarichi nelle parrocchie e negli uffici, riattivazione degli organi di partecipazione e rilancio della comunicazione, con un nuovo sito diocesano e il restyling di Frontiera. Al termine della tre giorni di … Continue reading Dall’incontro pastorale un progetto comune tra laici e pastori »