Due vescovi per la festa delle Clarisse: le iniziative nel giorno di santa Chiara
Domani 11 agosto si celebra il giorno della ricorrenza liturgica di Santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle monache Clarisse.
Domani 11 agosto si celebra il giorno della ricorrenza liturgica di Santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle monache Clarisse.
“Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini”. Inizia con le parole del Maestro l’omelia di monsignor Pompili in onore della festività di San Domenico che torna ad essere officiata nel giorno in cui la Chiesa universale fa memoria del fondatore dell’Ordine dei predicatori.
Custodire e coltivare. Due verbi che si declineranno insieme ai concetti di economia ed ecologia durante l’incontro pastorale in programma per il 7, 8 e 9 settembre al Centro San Michele Arcangelo di Contigliano.
Mercoledì 8 agosto 2018, solennità di San Domenico, sacerdote, alle ore 18, nella chiesa di San Domenico, il vescovo Domenico presiederà la santa messa.
Nuovo lutto nel clero reatino. A una settimana da don Mario Laureti, anche don Fausto Alvisini è stato chiamato alla liturgia del cielo. Portando, sull’altare di Dio, un’offerta significativa del suo ministero di sofferenza.
È partito da lontano l’architetto Stefano Boeri per progettare la Casa del Futuro che prenderà forma nello storico complesso del Don Minozzi di Amatrice, approfondendo la storia, le tradizioni, le mappe, i legami sentimentali e materiali che uniscono a doppio filo la popolazione di Amatrice con la grande struttura che fu luogo di accoglienza, studio e formazione per gli orfani di guerra.
«Un contributo al processo di rigenerazione di questa terra devastata dal terremoto che va ad affiancarsi a quello della ricostruzione materiale». Così il vescovo Domenico commenta l’inaugurazione del padiglione multimediale del futuro Museo diocesano di Amatrice e Accumoli (MuDA), avvenuta ieri ad Amatrice a conclusione della prima edizione del Forum delle Comunità Laudato si’, il progetto promosso dalla diocesi di Rieti e da Slow Food.
«La vicinanza ai bisogni delle persone, la ripresa economica e dunque il lavoro e i beni culturali con la promozione dei territori: sono queste le tre direttrici sulle quali abbiamo deciso di investire ogni sforzo», aggiunge mons. Pompili. «Dopo il sisma, che ha danneggiato anche centinaia di chiese, abbiamo iniziato con il Mibact e l’ufficio Beni culturali della diocesi un’opera di recupero e di messa in sicurezza delle opere d’arte presenti nel territorio. L’obiettivo è ricomporre le trame di un discorso bruscamente interrotto dalle scosse telluriche. Ci vorrà del tempo per restaurare tutte queste opere e rimetterle nelle loro chiese una volta ricostruite. Così nel frattempo, come diocesi, abbiamo pensato di realizzare, all’interno dell’area della ‘Casa del Futuro’, questo spazio museale che contiene l’esposizione multimediale di alcune delle opere recuperate dalle chiese di Accumoli e Amatrice colpite dal sisma».
Le nuove tecnologie sono state utilizzate per ricostruire tridimensionalmente opere “fortemente identitarie”, come la celebre tavola dipinta della Madonna di Cossito, che apre lo spazio espositivo. Non mancano alcune opere plastiche realizzate con le materie prime della zona, come il legno e la terracotta, ben rappresentate da un paio di “Madonne” provenienti dalle chiese parrocchiali di Grisciano (Accumoli) e di Scai (Amatrice).
La scansione tridimensionale di una selezione di sculture e oggetti sacri ha permesso di ricostruire modelli digitali il più possibile simili ai loro corrispettivi reali. La fruizione delle opere richiama i tradizionali sistemi espositivi, intrecciati all’interazione tramite dispositivi mobili. Scaricando, infatti, l’applicazione “MuDA AR” da Apple Store o Play Store e inquadrando con la fotocamera degli smartphone e dei tablet, le immagini poste sui piedistalli o stampate sul materiale informativo dell’esposizione, i visitatori vedranno comparire le opere riprodotte digitalmente e percepibili come presenti nell’ambiente reale.
Il tentativo, spiega mons. Pompili, «è quello di aiutarsi con la tecnologia per ritrovare lo spirito dei luoghi distrutti ed evitare che si compia una ricostruzione senz’anima. Il Muda diventerà un altro importante punto di riferimento dopo l’Area del Gusto e l’Area Commerciale. Sarà un’Area culturale che avrà a cuore l’anima e lo spirito di questi luoghi».
Il vescovo Domenico ha aperto la giornata di lavori del primo forum delle Comunità Laudato si’. Una giornata incentrata sulla tematica dell’uso e dell’abuso di plastica, sempre nell’ottica di agire individualmente e di conseguenza globalmente per far sì che la custodia e la salvaguardia della casa comune diventino concetti sempre più assorbiti e messi in pratica.
La prima comunità del reatino ad essere visitata dalla sacra effigie è stata la parrocchia terremotata dei Santi Pietro e Lorenzo, ora ospitata nel Centro di comunità donato da Caritas Italiana.
Si rivolge alla città il vescovo Domenico, di rientro dalla lunga e sempre partecipata processione dei ceri, che nonostante la pioggia ha riportato la statua di sant’Antonio nella sua abituale collocazione in San Francesco.