Omelia per la Festa della Beata Colomba da Rieti

Perugia, Monastero delle Monache Domenicane
20-05-2026

Cari fratelli e sorelle, amate sorelle domenicane,

È per me una gioia profonda, come Vescovo di Rieti, spezzare oggi la Parola di Dio con voi, in questo luogo sacro di Perugia. Ci unisce una figlia straordinaria della nostra terra e di questa città: la Beata Colomba. Esiste un filo invisibile, ordito dallo Spirito Santo, che unisce la Valle Santa reatina a questa terra umbra. Colomba ha camminato su questo filo. Ha lasciato la sua Rieti non per fuggire, ma per seguire una chiamata. È diventata cittadina di Perugia, vostra custode e consigliera, madre dei poveri e luce nelle ore buie della vostra storia.

È lei la vergine saggia che anche nel cuore della notte ha udito la voce dello Sposo che veniva nelle contorte vicende del tempo e si è fatta trovare operosa, con l’olio della carità che splende e illumina, che mostra vie nuove secondo la creatività dello Spirito Santo.

Il nome stesso di Colomba ci richiama un’immagine biblica: la colomba che cerca rifugio nelle fessure della roccia. Per la nostra Beata, quella roccia è stata Cristo. Senza se e senza ma. In un’epoca di violenze, divisioni e pestilenze – dinamiche purtroppo simili alle fatiche del nostro tempo – Colomba non ha cercato sicurezze o appoggi umani. Si è nutrita quasi esclusivamente dell’Eucaristia e dell’esempio della grande Caterina da Siena. Ha fatto del proprio corpo e della propria anima un altare vivente. La sua vita ci lascia una sfida cruciale che varca il tempo e lo spazio: dove cerchiamo la nostra forza quando il mondo dentro e fuori di noi trema e vacilla? Nelle nostre fragili strategie o nell’abbraccio di Dio?

Vedere Colomba venerata qui, nel cuore della vita domenicana di Perugia, ricorda a me e a voi che la santità non ha confini. Rieti l’ha generata alla fede; Perugia l’ha accolta e ne ha visto fiorire il carisma profetico. Non c’è solo una storia, c’è anche, per cos’ dire, una geografia dello Spirito.

Lei, che ha pacificato le fazioni cittadine di questa città, oggi dice a noi, comunità ecclesiali di Rieti e Perugia: camminate insieme. La santità è contagiosa. Supera le distanze geografiche e le barriere del tempo per trasformarsi in comunione vera. È l’unità la più sicura prova del nove per capire se camminiamo per davvero sulle strade dello Spirito!

Colomba non è stata una mistica isolata dal mondo. La sua preghiera si è tradotta in azione. Ha aperto le porte ai bisognosi, ha digiunato per i malati, ha speso parole di sapienza per i governanti del suo tempo. Questa è la vera spiritualità domenicana: contemplare e trasmettere agli altri le cose contemplate.

Oggi, affidiamo alla sua intercessione le nostre città. Chiediamo la fine delle divisioni nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nel mondo intero. Il grido mite e fermo del Santo Padre Leone XIV raggiunga i cuori di tutti e doni a chi si impegna per la pace di perseverare in questo proposito e a chi la ostacola di essere sanato dall’odio che lo tormenta.

Cari fedeli, care sorelle, quasi alla vigilia della solennità di Pentecoste, imitiamo gli Apostoli che con Maria nel cenacolo, come piccolo gregge, vegliano in attesa dello Spirito. Scenda ancora anche per noi dagli splendori eterni il crisma profetico che ci consacri tutti araldi del Vangelo.

Sul modello della Beata Colomba, stringiamoci attorno all’Eucaristia. Diventiamo, dove viviamo, costruttori di pace e testimoni credibili della gioia del Vangelo. Amen.