XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Breve pensiero del Vescovo Vito sul Vangelo domenicale

Sono sempre rimasto meravigliato da questi cinque pani e due pesci. Davanti a una folla sterminata e affatamata
il Maestro chiede come fare (è altro dal dio mago e magico!).
La compassione desidera trasformarsi in prassi e perciò
tutti vengono coinvolti. Nel vangelo non esiste il “si salvi chi può”.
Mi stupisce soprattutto che -secondo l’evangelista Giovanni- a offrirli, quei pochi pani e pesci, sia un ragazzetto.
È lui che sfida i calcoli e le proporzioni e fa accadere il miracolo. Sì, certo i miracoli li fa solo Dio ma occorre sempre qualcuno che ne prepari la strada. Così fa Dio. L’ Onnipotente chiede alla sua creatura di mettersi in gioco.
Cinque pani e due pesci sono un quasi-nulla, il “sacramento” di ciò che siamo e di ciò che abbiamo: se trattenuto, come l’antica manna, marcisce.
Se, al contrario, viene offerto sarà moltiplicato, e lo si moltiplica solo dividendo. Come l’amore, direbbe Santa Teresa di Calcutta.
Offrire cinque pani (d’orzo, per giunta!) e due pesci dinanzi ad una folla affamata è da temerari.
Oggi abbiamo bisogno di chi sa fidarsi a tal punto da far accadere miracoli.
Solo i piccoli, i poveri, gli indifesi sono capaci di questo, perciò è bene stare alla loro scuola coltivando questa direzione del cuore, anche perché tutti mangiarono a sazietà e… ne avanzò.
Perché è la qualità di Dio
“largheggiare”, come dice un salmo.
Questo piccolo oggi chiede di essere miracolo, e di farlo accadere.
E farne accadere altri!
Occorre stare nella vita, magari alzare gli occhi al cielo e diventare temerari come questo piccolo, come
quell’altro Piccolo che in un venerdì di primavera di duemila anni fa offrì tutto se stesso su una croce.
E si fece pane. E tale resta in mezzo a noi. Pane, spezzato e dato.

Buona domenica!
+ don Vito