Breve pensiero del Vescovo Vito sulla Parola domenicale
II Domenica di Pasqua/ Domenica in Albis
Davanti al Bambino di Betlemme ci sorprendono i Magi. Dinanzi al Risorto da morte, ecco Tommaso.
È la meraviglia della ricerca, di chi non si accontenta, di chi non si basta. Di chi vuole toccare e vedere. Di chi non si accontenta delle parole degli altri.
I Magi e Tommaso, sono nostri compagni di viaggio, più di Pietro e Giovanni, forse.
Sono loro che si imbattono nella fragilità e nella vulnerabilità di Dio stesso.
Gli uni Lo toccheranno nella carne di quel Piccolo a Betlemme e Tommaso nel Cenacolo, otto giorni dopo la Resurrezione. Ai supplementari, diremmo noi. Un po’ dopo rispetto agli altri, comunque.
Gregorio Magno, opportunamente, commenta dicendo che: ” …a noi giovò più l’incredulità di Tommaso che la fede degli altri apostoli”.
Fantastico!
Una volta tanto ci può aiutare questa incredulità di chi vuol credere in prima persona, di chi non si accontenta di ciò che dicono gli altri, fossero pure testimoni oculari (che poi hanno saputo vedere il Risorto, ma non si sono accorti che mancava Tommaso…).
È la festa del viaggio della vita sospeso tra venerdì santo e domenica di risurrezione.
Tommaso non sapeva andare da solo (e lo ammette!) oltre il dolore per quella morte che gli aveva bruciato la speranza. Non vedeva più nulla.
Aveva negli occhi e nelle orecchie il dolore assordante di quei chiodi che Lo avevano appeso ad una ruvida croce, come fosse un malfattore qualsiasi.
Ma come Pastore buono è Lui che viene a cercarlo e mostra non i muscoli, ma le piaghe. È nelle piaghe che Dio è riconoscibile ancora oggi. E quelle piaghe ci salvano. Lo dice pure Pietro, figurarsi!
Solo alle piaghe Dio permette di raccontarsi e farsi vedere vivo. Beati noi se cederemo alla tentazione di credere e non da buonisti.
Parola di Tommaso.
Buona domenica di Risurrezione particolarmente ai fratelli e sorelle Ortodossi che celebrano oggi la Pasqua. Auguri !
+ don Vito
Immagine: Caravaggio, Incredulità di san Tommaso, Pubblico dominio

