A casa loro: a Rieti il monologo di Nello Scavo e Giulio Cavalli

Se il giornalismo ha un valore, è quello di provare a raccontare quella parte del mondo che ci illudiamo di conoscere e di poter giudicare guardando le immagini, e che invece ci viene nascosta nel buio delle notizie non date. Un merito che sicuramente può essere riconosciuto a Nello Scavo, reporter internazionale e firma di «Avvenire», che insieme allo scrittore e autore teatrale Giulio Cavalli affronta in un monologo ricavato dai suoi articoli il doloroso tema di quel cimitero di persone migranti che è il Mediterraneo. Un cimitero liquido, che si accompagna all’orizzonte solido dei lager nordafricani, alla crudeltà dei trafficanti, all’orizzonte di povertà, politiche sbagliate e diseguaglianze che costringono le persone a cercare scampo solo per incrociare nuove ingiustizie e nuove disgrazie. A volte trovando la morte, altre perdendo in umanità per farsi carnefici di chi segue la loro stessa disperazione.

Domenica 27 settembre alle 17, in occasione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, il monologo verrà messo in scena proprio da Giulio Cavalli, presso l’Auditorium Santa Scolastica. Sarà così una voce sola a raccontare migliaia di voci rimaste inascoltate, uccise anche dall’indifferenza. Una proposta in equilibrio tra giornalismo e teatro civile che non solo ha il valore di testimonianza, ma insegna a diffidare dell’informazione più sciatta e distratta, che riduce le vite a numeri e crede di poter incasellare un fenomeno epocale nell’idea che esista un noi e un loro. L’evento, a ingresso libero, è promosso dal progetto Sai del Comune di Rieti – Assessorato ai servizi sociali, gestito dall’Odv Il Samaritano, con l’Ufficio Migrantes diocesano e la Caritas di Rieti anche grazie al contributo della Fondazione Varrone.