Breve pensiero del Vescovo Vito sul Vangelo domenicale
Cultori delle spighe di grano, lontani da ogni ottimismo ingenuo, eppure capaci di stare in piedi nella storia, non disconoscendo il potere del male. Ma restando, comunque, cultori del grano, del bene, della vita. Anche se gli esordi sono spesso insignificanti, la potenza di vita nascosta in ciò che è evangelicamente e dunque infinitamente piccolo, è decisivamente destinata ad essere grande.
La grandezza è mostrata da umanità allargate, ospitali, capaci di sfatare i trucchi del male. Colui che ha raccontato queste parabole, in tutta la Sua vita, ha fatto molto di più: ha creduto che persino la zizzania potesse – e possa – trasformarsi in grano, un fatto naturalmente impossibile, ma per Grazia tutto è possibile. Proprio come fece Lui con quel ladrone il Venerdì Santo.
Potè brillare nel Sole lui che aveva “vissuto da zizzania” tutta la vita e che almeno ai supplementari seppe scorgere il Volto luminoso di Dio, proprio lì su una croce, dove Colui che è insieme seminatore – seme – spiga, fu trattato da zizzania.
Ma il male ha i minuti contati, anche se … non smette di far male. A dispetto di tutti i difensori di Dio ci è detto chiaramente oggi che Egli “governa con molta indulgenza”, è buono, ma agli integralisti e ai fanatici sfodera un sonoro: “No” al tentativo di voler estirpare la zizzania.
È il tempo della pazienza mite e sofferta, quella dei tempi lunghi, ma dominata dalla Luce del Risorto che a dispetto del Nemico ci fa guardare l’Amico come colui che non smette di seminare, far crescere e custodire.
Perché, almeno per Lui, una sola spiga vale più di tutte le erbacce che ci sono. Lo sguardo del Maestro ci conquisti, perché riusciamo a vedere la vita diversamente.
Le altre due parabole (il seme più piccolo e il lievito) ci invitano a non scandalizzarci della pochezza e della debolezza con cui si manifestano le cose di Dio:
alla fine sono vincenti, ma intanto mi sorprende questo amore per le piccole cose, per ciò che si fa lontano dal chiasso, dalle apparenze, dai riconoscimenti.
Adoro lo stile di Dio, anche quando ha la debolezza della spiga di grano, del piccolo seme e del lievito pronto a sparire.
Solo la logica della Croce tiene in piedi e aiuta guardare il tutto dall’alba della Risurrezione.
Questo sguardo mi interessa e lo chiedo per me e per voi.
Buona domenica!
+ don Vito

