Fratelli e sorelle, amati nel Signore,
il motivo di ringraziamento che ci vede riuniti ci fa percepire la verità di quanto la Chiesa prega ogni giorno nel Vespro in questo tempo pasquale: “Irradia sulla tua Chiesa la gioia pasquale, o Signore”. La gioia di cui siamo chiamati a godere per la Resurrezione di Gesù è irradiata dal Risorto stesso sulla Sua Chiesa, non è prodotta o fabbricata dall’uomo, sarebbe poca cosa. È una gioia pasquale che ci accompagna anche con il dono del nuovo Papa.
Proprio il Vangelo di questa liturgia, a completamento di quanto ascoltato ieri, ci invita a indugiare sull’immagine del Buon Pastore e sulla ricchezza ulteriore che viene a noi dal considerare Cristo come la Porta delle pecore che viene col chiaro intento di dare la vita. Il Pastore autentico è colui che passa attraverso la porta. Le azioni proprie del Pastore esprimono intimità e appartenenza (“chiama ciascuna per nome le proprie pecore”), c’è una iniziativa energica (“conduce/spinge fuori dall’ovile”), e le spinge “tutte” e ne diventa guida sicura (infatti vi “cammina davanti”).
Gesù solo è l’unica via di accesso delle pecore alla Vita e dunque unica via legittima di accesso del pastore alle pecore.
Il Pastore bello da la vita per le pecore, è disposto a morire per esse. Il mercenario è interessato ad altro, a se stesso, egli vuole trattenere, non custodisce, non gli importa delle pecore. È un mestierante. Gesù è altro.
L’immagine più vera e bella del Buon Pastore, non dimentichiamolo mai, è il Crocifisso risorto. Ancora oggi da Lui riceviamo energia, esistenza e vita per mezzo del Suo santo Spirito.
Proprio la contemplazione di Gesù Buon Pastore ci porta a ringraziare la SS. Trinità, cari fratelli e sorelle, per il dono di Papa Leone attraverso il quale il Signore ancora oggi ci infonde la serena certezza che la Chiesa è Sua e che Egli non l’abbandona anche in mezzo ai flutti tumultuosi che attraversa, non solo all’esterno ma pure al suo interno.
Come Pietro nella prima lettura anche noi, sorpresi dalle meraviglie che Dio non smette di manifestare e operare, siamo invitati a leggere nella grazia dello Spirito gli inviti, le sollecitazioni, le direzioni di marcia di un popolo ancora e sempre pellegrino verso la Patria ma mai abbandonato a se stesso. E come Pietro, chi siamo noi per porre impedimento a Dio? Dio non obbedisce ai nostri desideri e attese ma resta fedele alle Sue promesse. Dio non rispetta le nostre pianificazioni ma apre varchi con la forza del Suo Spirito in maniera sorprendentemente nuova, sempre.
Chiedo al Signore per tutti quanti noi il dono dello sguardo di fede nel vivere la Chiesa, nel poter leggere nel dono di Papa Leone un segno ulteriore dell’amore di Dio per noi. Non limitiamoci a letture politiche o sociologiche, non facciamoci ammaliare dai gossip, non strattoniamo la figura del papa da una parte o dall’altra, non rinchiudiamolo nei nostri particolarismi (Con Pietro e i Suoi Successori respiriamo l’Universalità!).
Papa Leone stesso ha detto di imparare a “scomparire perché Cristo rimanga, diventare piccoli perché Cristo sia conosciuto e glorificato”. Imparare a scomparire…che programma!
Dopo il grande Papa Francesco verso il quale continuiamo, come verso tutti gli altri Pontefici, a custodire il senso ecclesiale della gratitudine filiale, lasciamoci provocare ora con Papa Leone ad una sequela sempre più autentica e profonda dietro a Gesù e a viverla insieme per davvero. Questo conta!
Vi confesso che, anche per il ministero episcopale che mi unisce con tutti gli altri Vescovi al Vescovo di Roma, sono particolarmente felice assieme a tutti voi di poter sperimentare attraverso il nuovo Papa la voce dell’Unico Pastore che continuerà a condurci alle sorgenti della Vita. Siamo ancora e sempre in buone mani. Papa Leone stesso nelle sue prime parole, dalla Loggia di san Pietro, ha detto: “Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede”.
E allora anche noi, Chiesa reatina, con coraggio, sentiamo la voce del Buon Pastore che ci chiama a seguirlo, con passo più spedito, uniti, sulla via del Vangelo, col passo degli ultimi per portare a questo mondo la Luce intramontabile del Risorto che a tutti dona la Sua Pace. Amen.
