Messaggio del vescovo per la 51esima Festa del Sole

11-07-2019

«Il fiume non ci separa, ci unisce, ci aiuta a vivere insieme tra culture e lingue diverse». Questo pensiero fa parte delle riflessioni che la Chiesa cattolica sta portando avanti sull’Amazzonia, in vista dello speciale Sinodo in programma per il prossimo ottobre. È riferito al Rio delle Amazzoni, il corso d’acqua più lungo del mondo, il maggiore per portata idrica, il più vasto per numero di affluenti e bacino idrografico. Ma fatte le dovute proporzioni, le stesse parole suonano appropriate anche per il nostro fiume Velino.

Se il Rio delle Amazzoni è «come un’arteria del continente e del mondo», il Velino alimenta le nostre valli e pianure. Entrambi i corsi d’acqua scorrono «come vene della flora e della fauna del territorio, come sorgente dei suoi popoli, delle sue culture e delle sue espressioni spirituali».

E forse è questo il segreto della Festa del Sole, la ragione che per la cinquantunesima estate spinge i reatini a incontrarsi e confrontarsi sulle acque gelide. Il ritorno al fiume è un rivolgersi all’origine, alla sorgente, ma per guardare avanti, verso il futuro. Un obbiettivo possibile per una comunità che sa riconoscersi e governare il proprio destino, senza lasciarsi trascinare dalla corrente. Anche se a volte deve resistere alle spinte contrapposte della vita come da dentro una tinozza e con l’ausilio di un solo remo.